Teiere Fumanti 2

Grazie a giepi che ha dato l’incipit per questo argomento ecco che mi ritrovo qui nonostante le mie lunghe assenze… L’ultima cosa che ha scritto (riguardo la teiera) credo non sia a caso, dato che per il compleanno me ne hanno regalata proprio una in ghisa.

Devo ammettere che sono più che soddisfatto e quando voglio farmi un tè con tutta calma metto la teiera sul fornello, con l’acqua del rubinetto, a scaldare finché non raggiunge la temperatura giusta. Forse sembra un po’ brutta come cosa e inizialmente anch’io avevo timore per paura di “macchiare” la teiera lasciandola direttamente sulla fiamma pero’ sono passati ormai molti mesi e sembra uguale a quando l’ho scartata. Infine appena l’acqua del tè è pronta aggiungo le foglioline nella teiera svuotata per poi versarci la sua acqua godendomi a tempo debito il frutto di tutto questo parapiglia. Quando invece ho poco tempo, o sono stanco (o entrambe le cose), scaldo la teiera più semplicemente con l’acqua del rubinetto, che la porta a poco meno di 50°, per poi procedere come già spiegato da giepi…

Non so se effettivamente cambi qualcosa aggiungere le foglie sull’acqua o viceversa ma quando faccio il contrario mi sento più soddisfatto, come se il tè si infonda meglio e venga un risultato più omogeneo, ricordandomi quando nel gaiwan usi il coperchio per spingere nell’acqua le foglioline che galleggiano.

Ora come ora non vedo l’ora di provare a farmi un tè sulla brace del camino di casa… chissà che stavolta la rovino davvero la teiera.

Detto questo aspetto solo di leggere cosa ne pensa morgan e qual è il suo procedimento preferito!

La pausa della barchetta

Non so se qualcuno possa aver notato l’assenza di nuovi articoli nell’ultimo periodo ed infatti mi trovo qui a scusarmi con chiunque stia leggendo e non nascondo che faccio ciò con rimorso per le numerose idee che abbiam in mente di buttar giu…

Comunque non stiamo andando in pausa (anche perchè farlo cosi all’inizio sarebbe un suicidio..) questo articolo è solo per far sapere che non siamo morti ma in realtà Morgan e Gempo sono sotto esami mentre io son sommerso di lavoro in questo momento..

Per tener su comunque un po gli aggiornamenti (abbiamo lavori abbozzati che dobbiam solo riguardare e terminare) nell’attesa che completiamo articoli un po piu complessi e argomentativi volevo dar inizio all’angolo “Curiosità” dove di volta in volta postero’ accenni interessanti che riguardano un po il mondo generale del tè.  Spero di darvi info interessanti da ripensare ad ogni nuova tazza.

Detto questo scusateci ancora e buon proseguio.

NDMorgan: non posso biasimare Andi che ha deciso di interrompere il silenzio scusandosi per l’assenza, anche se in realtà non è una cosa professionale da fare (ma d’altronde noi non siamo professionisti, no?). In effetti, complici gli esami e il caldo – che certo non si può combattere con tazze di tè fumante – non sto prestando molta attenzione al lato teinoso della vita. Se a questo aggiungete il fatto che nell’ultimo mese a casa sono finite in frantumi non una, ma ben due teiere, capirete lo sconforto. Tengo a precisare che la rottura di entrambe le teiere è da attribuire alla colpa inequivocabile e incontrovertibile di Giepi. Approfitto per un consiglio estemporaneo che riguarda anche il tè, o meglio, le teiere e il vasellame: non lasciate mai oggetti in bilico nello spazio tra due lavelli. non può venirne niente di buono. CAPITO GIEPI?
Un’altra cosa che mi ha trattenuto dallo scrivere è stata la mancanza, in casa nostra, di una macchina fotografica per scattare le foto ai nostri tè e alla nostra modesta attrezzatura (ancora più modesta dopo il passaggio a miglior vita delle due teiere), se ve ne avanza una mandatecela pure!

La menta ed il tè

Un altra cosa che cerco di non farmi mai mancare a casa  (oltre al tè) è un vasetto con una piantina di menta.

E’ stato un approccio un pò particolare per il mio gusto ma sicuramente anche mlto piacevole.  Ricordo il cuoco, in un ristorante dove lavorai, che d’estate per sopportare le temperature della cucina e dissetarsi per bene preparava delle belle bottiglione di infuso di limone, menta e zucchero che ci dava energia a volonta.

Un giorno, al posto del solito infuso, fece lo stesso con un tè nero che si riportò dal Marocco (mi son scordato di dirvi che è di origine marocchina). Mise a bollire l’acqua dove buttò ad infondere il tè  (una sorta di gunpowder, credo, perchè era un tè a palline nere piccolissime) e delle foglie di menta, poi lo lascio li qualche minuto. Infine, filtrato in una bottiglia di vetro, ci mise dentro un paio di rametti di menta e lo lasciò li a raffreddare.

 

 

E’ stata una cosa buonissima, davvero dissetante e anche col limone non era niente male… con le temperature in cucina non potevo chieder di meglio… tanto che subito dopo mi regalo’ una busta di quel tè e un vasetto in cui aveva trapiantato la menta di casa sua (che ancora conservo stretta perchè emana un odore fortissimo rispetto a quelle che si trovano spesso)…

Da lì ecco che d’estate (e qualche volta, anche se di rado, d’inverno) mi preparo delle belle tazze col tè nero dell’occasione e la mentina che tengo sul balconcino. Buonissimo anche caldo ma se il tempo c’è me ne preparo anche un po di più che metto da parte e bevo con calma.

Che dire, ve lo consiglio assolutamente soprattutto se vivete nelle grandi città dove l’afa d’estate diventa molto pesante…..

presentazione – andi

Ed eccomi qui anch’io, che sorseggiando un buon oolong del Darjeeling (preso dal buon Giepi durante la sua “scampagnata”) mentre scrivo le mie prime frasi su Teinomani…

Anche il mio approccio è nato in sincronia alle vicende di Morgan e Gempo e da qui è nata la mia/nostra grande passione per queste tenere foglioline che, una volta riscaldate con le giuste premure, regalano pause e momenti ormai immancabili alle nostre routine.

Anche la mia infanzia, come credo per la maggioranza, passò tra una tazza di ati o star, che disprezzavo un po’ perchè amarissimo (forse i tempi di infusione che ignoravo completamente), e una di lipton che pian piano si è insinuato facendo scomparire gli altri concorrenti.. Naturalmente non mancava la camomilla che sostituiva il tè se era gia sera.

 

E così passarono gli anni finché con Morgan non andammo in Irlanda e, come da tradizione, ecco che a lavoro si bevevano fiumi di tè (arrivavo anche a 7-8 tazze al giorno…) imparando anche quanto fosse buono col latte invece che col limone 😛

Ricordo con piacere anche il modo con cui ci fregava il cuoco per farcelo preparare a noi, tra cui un bellissimo indovinello:  lui  “What’s the letter between ‘s’ and ‘u’? – io “t?” – lui “yes please.. one sugar one milk!”

Ed io amareggiato dall’inganno andavo a prepararne per tutti 😛

E continuo’ cosi la scalata iniziata con l’earl grey di Marks & Spenser, che tutt’ora è uno dei miei preferiti (apprezzato in pieno anche puro ^^),  scoperto da Morgan in un libro. Passammo poi al gunpowder (che invece all’inizio non mi ispirava molto soprattutto per il passaggio al “puro”) e agli oolong che rappresentano la mia seconda preferenza dopo l’earl grey.

Venendo poi nella capitale le nostre esperienze non fecero che incrementare grazie alla facilità di reperire tè dei piu disparati. Conoscemmo Gempo e, insieme a lui, anche il piacere del tè in compagnia rivelandosi uno dei momenti piu piacevoli del tè soprattutto quando vengono a trovarci delle persone.